Reti di solidarietà ai tempi della pandemia:

le “sentinelle del territorio” per i nuovi bisogni di salute dei cittadini

e contro le disuguaglianze sociali

Il progetto nasce come approfondimento delle indicazioni diffuse dal Ministero della Salute a Febbraio 2020, nel pieno del periodo pandemico e declinate nel documento “Affrontare la salute mentale e gli aspetti psicosociali dell'epidemia di COVID-19".

L’emergenza sanitaria ha contribuito ad esacerbare significativamente le situazioni di fragilità e di marginalità psico-socio-economica di molti cittadini, aumentando del livello di tensione, stati d’ansia, paura e insicurezza per il futuro.

Non è più possibile trascurare le conseguenze di quanto le persone stanno vivendo a livello fisico e, soprattutto, a livello psicologico e sociale, in quanto aumentano a tutte le età i segnali di disagio, legati:

- alla difficoltà di adattamento,

- alla perdita o alla riduzione dell’attività lavorativa,

- alla scelta di dover abbandonare il lavoro per poter seguire i propri figli o familiari,

- all’isolamento sociale e relazionale,

- all’interruzione di attività e di abitudini di vita,

- all'aumento di situazioni di aggressività e violenza domestica (come, ad esempio, i casi di violenza di genere, https://www.istat.it/it/files//2020/05/Stat-today_Chiamate-numero-antiviolenza.pdf).

Con il Progetto si intende offrire, in sinergia con gli operatori sanitari e le Associazioni del Terzo settore territoriali:

  1.  degli strumenti di osservazione ed individuazione dei disagi psicosociali della cittadinanza, identificando le persone che presentano una sintomatologia clinicamente rilevante e, attraverso successive valutazioni, di monitorarne l’andamento nel tempo;

  2. proporre degli interventi mirati al supporto psicosociale delle persone a qualunque età e alla promozione del benessere psicofisico che si tradurrebbero in un beneficio per i soggetti che presentano disagio psicologico e sociale in termini di maggiori strategie di coping, aumento delle life skills e delle capacita di rielaborazione e adattamento delle situazioni complesse e in un risparmio economico per il sistema sanitario sul lungo periodo, in termini di minori ricadute psicofisiche e minor richiesta di cure specialistiche.

Secondo quanto riportato in due studi condotti dal gruppo di ricerca “ReMind the Body”, coordinato dal Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino su campioni della cittadinanza italiana, un’elevata percentuale di individui presenta sintomi di ansia e depressione clinicamente rilevanti, ma anche un’elevata prevalenza di sintomi da stress post-traumatico che tendono ad aggravarsi nel tempo. Anche i dati raccolti dal numero verde del Ministero della Salute tra aprile e giugno 2020 fanno emergere un quadro “da cui si evidenziano inquietudini, insicurezze e nevrosi”, aspetti che richiedono un supporto emotivo più approfondito legato alla promozione delle life skills, competenze per vivere bene ed adattarsi ad uno scenario sociale ed economico, ormai completamente mutato.

L’apporto delle Associazioni del Terzo Settore può divenire dirimente per un intervento diversificato, efficace ed efficiente a sostegno e rinforzo di quelli istituzionali già intrapresi durante il periodo emergenziale, che si tradurrebbe non solo in un beneficio per coloro che presentano e manifestano disagio psicologico, ma anche in un risparmio economico per il sistema sanitario sul breve, medio e lungo periodo, intesi in termini di evitamento di cronicizzazione, minori ricadute psicofisiche e minor richiesta di cure, come esami di laboratorio, visite specialistiche, indagini strumentali, ecc.

Il progetto propone l’intervento capillare a livello interprovinciale della “sentinella del territorio”, un facilitatore che interviene in affiancamento dei Medici di medicina generale, con i Pediatri di libera scelta, con gli infermieri di famiglia, con il servizio ADI per individuare, intercettare e intervenire a sostegno coloro che hanno vissuto e stanno vivendo una condizione di fragilità e disagio psicologico, sociale o economico a seguito dell'emergenza sanitaria. Le esperienze positive di altri paesi (il programma del Ministero della Salute inglese nel 2008 denominato Improving Access to Psychological Therapies) e diverse attività realizzate in Italia (Progetto sullo psicologo di base di Bertini (1988), Solano (2001, 2010, 2011, 2013); Progetto di Carmignano di Brenta (dal 2014); ne hanno dimostrato l’importanza e l’efficacia, focalizzandosi sull’operatività e sulla cooperazione tra i diversi operatori psico-socio-sanitari e nella presa in carico tempestiva della persona. Operativamente l’attività delle “sentinelle del territorio” può supportare funzionalmente e sinergicamente il personale sanitario del territorio veneto, intercettando situazioni di rischio psicosocio-economico, facendosene carico ovvero orientando la persona, la coppia, la famiglia, il minore, l’anziano, ai servizi sociosanitari territoriali, agli enti e alle associazioni del Terzo Settore e/o a specifiche attività ed interventi di seguito delineati. La collaborazione con gli Enti pubblici e le Associazioni Terzo Settore del territorio può rafforzare la percezione di supporto, e garantisce:

- una mappatura delle situazioni più delicate, sia già conosciute ma acuite, che nuove

- corrispondere ai bisogni delle persone nella loro totalità

- contribuire a consolidare la rete del welfare della comunità veneta.

La “sentinella del territorio” si occuperà anche di individuare ed inviare ai servizi di primo e secondo livello, sempre in accordo e in condivisione con gli operatori psico-sociosanitari, con i Mmg e i Pls, p.e al Servizio sociale del comune di residenza, al Consultorio Familiare, a Neuropsichiatria infantile, a Psichiatria, a Geriatria ovvero ad altri servizi specialistici presenti nel territorio.

Il ruolo della “Sentinella” sarà anche quello di:

- orientare le persone, segnalate dagli operatori come più fragili e a disagio, nelle varie proposte strutturate previste dal progetto, che avranno la finalità di intervenire nelle prime fasi del disagio, riducendone il conseguente impatto sulla società;

- ascoltare la persona nella sua globalità (analisi della situazione relazionale, sociale, intra-psichica e biologica) attraverso uno spazio ascolto in presenza presso diverse sedi nelle province coinvolte oppure online/telefonico . 

- ridurre o limitare le spese sanitarie e farmaceutiche quando queste vengono usate dalla persona in risposta alle problematiche relazionali/psicologiche, promuovere comportamenti che permettano la promozione della salute e delle life skills.

Si promuoveranno interventi rivolti, in particolare, ad alcune fasce della cittadinanza come:

  •  genitori (supporto alla genitorialità , alle fasi critiche dello sviluppo e alle difficoltà nella gestione emotiva dei figli) e figli (soprattutto in fase preadolescenziale e adolescenziale);

  • operatori sanitari (attività a tutti i livelli, pensando anche solo di svolgere il ruolo di agevolatore);

  • donne anche vittime di violenza di genere (o potenzialmente tali);

  • anziani over 65 anni (per il benessere psicofisico e il sostegno della socialità);

  • adulti con disagio e/o dipendenze come il gioco d’azzardo, alcool, sostanze, ecc.

Per ogni attività saranno somministrati questionari di analisi dei bisogni psicosociali della popolazione e di valutazione delle attività progettuali proposte (pre e post intervento).

Inoltre verranno organizzati gruppi di promozione del benessere psicofisico rivolti a tutta la cittadinanza, in particolare alle persone anziane, agli operatori sanitari, alle donne, attraverso laboratori psicocorporei ed esperienziali in piccolo gruppo.

I laboratori saranno proposti sia in presenza (garantendo tutte le indicazioni sanitarie in materia di prevenzione della diffusione del COVID-19 e prediligendo attività outdoor) sia online per coloro che fossero impossibilitati a muoversi, suddivisi per fasce d’eta in modo da creare gruppi omogenei e costruire delle piccole comunità solidali di persone. Saranno previsti 6 incontri per gruppo di 1 ora e 30 minuti ciascuno a cadenza settimanale oppure degli incontri mensili della durata di una giornata intera. 

Gli incontri saranno tematici e approfondiranno:

- lo sviluppo di risorse individuali e di gruppo per rielaborare e acquisire strategie efficaci contro l’ansia, lo stress, l’incertezza, l’isolamento

- la promozione dell’empowerment, le life skills e il benessere psicofisico e relazionale.

La struttura di ogni incontro prevede una fase di introduzione del tema dell’incontro e condivisione con il gruppo; una esperienziale di promozione del benessere psicofisico attraverso tecniche di rilassamento, espressive, tecniche immaginative e di movimento e una fase di debriefing dell’esperienza e di rielaborazione e condivisione in gruppo di quanto sperimentato nell’incontro.

 

Tutti i volontari saranno supervisionati per tutta la durata del progetto, da professionisti psicologi e psicoterapeuti per garantire un intervento efficace ed efficiente per tutta la cittadinanza e ogni azione progettuale sarà svolta nel rispetto della normativa vigente in materia di Privacy, Sicurezza e prevenzione del COVID-19.

I risultati attesi mirano a promuovere degli interventi che vadano al di là della risposta emergenziale e rappresentino nel lungo termine un nuovo approccio al benessere psicosociale, facilitando la resilienza della comunità locale, la corretta informazione e la promozione di strategie efficaci per affrontare situazioni stressanti e complesse.

l progetto di svolgerà nelle province di Padova, Vicenza e Rovigo. 

 

Le principali attività del progetto riguarderanno:

  • Mappatura MMG, PLS, ADI, ecc. e servizi territoriali (consultori, NPI, Psichiatria, SERT, Assistenti sociali dei Comuni, Associazioni Terzo Settore, altro)

  • Stesura di un elenco di Operatori e Strutture Sanitarie, Servizi sociali, Enti locali e Associazioni del Terzo Settore operanti sul territorio

  • Invio comunicazione cartacea/email/telefonica a MMG, PLS, ADI, ecc. e servizi territoriali (consultori, NPI, Psichiatria, SERT, Assistenti sociali dei Comuni, Associazioni Terzo Settore, altro) per presentazione e condivisione del progetto

  • Raccolta adesioni dei soggetti coinvolti e contatto diretto per organizzare operativamente la presenza dei volontari/collaboratori dell’Associazione Solifer

  • Analisi delle situazioni critiche/fragili/problematiche sulla base del disagio emerso negli ultimi mesi e del perdurante stato

  • Individuazione sinergica con operazioni delle situazioni di disagio/fragilità e segnalazione ai volontari per supporto psicosociale

  • Consulenze di supporto psicosociale (in presenza/online/telefoniche tramite numero verde) con somministrazione di questionario dei bisogni emersi (con possibile declinazione clinica) ed eventuale invio ad altri servizi presenti sul territorio e/o di secondo livello

  • Laboratori psicocorporei integrati rivolti alla cittadinanza (in particolare alle persone anziane, agli operatori sanitari e alle donne)

  • Promozione del benessere psicofisico, per ridurre le situazioni di stress, disagio e isolamento personale fornendo strategie di coping e di rielaborazione dei vissuti e alimentando la rete di relazioni interpersonali e di comunità

  • Monitoraggio con somministrazione di questionario post-intervento e di gradimento del progetto sia per i destinatari della consulenza psicosociale che per i partecipanti ai laboratori

  • Compilazione dei questionari di monitoraggio e valutazione dell’impatto del progetto sulla comunità

  • Report del progetto e diffusione dati tramite pubblicazione online e sui social da inviare agli attori coinvolti, Regione e utenti che hanno partecipato alle attività

  • Stesura e diffusione in cartaceo e online di un report delle attività progettuali

Per scaricare il prospetto economico qui

Il progetto è finanziato dalla Regione Veneto

con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

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